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Il Blog di Arrampicare in Valsesia

27
mag
2012

Riprendono le interviste con alcuni alpinisti e arrampicatori che hanno lasciato il segno sui monti e sulle pareti della Valsesia. .

Barberis Luigi, classe 1947 di Carpignano Sesia, ex-impiegato nella scuola, è un personaggio conosciuto in ambito alpinistico e arrampicatorio valsesiano. Ha iniziato a scalare nei primi anni settanta, vivendo di persona l’evoluzione dell’alpinismo e dell’arrampicata negli anni ottanta. In pensione dal 2005, dopo più di trent’anni “verticali” , continua a dedicarsi allo sci, alla montagna e all’arrampicata con la stessa passione e lo stesso entusiasmo degli inizi.
Ma sentiamo Luigi cosa ha da raccontarci…

Ciao Luigi, la prima domanda d’obbligo è: quando hai iniziato a scalare e come ti sei avvicinato all’arrampicata?
Ho cominciato ha scalare nei primi anni settanta. Un sabato pomeriggio un amico mi fatto conoscere il Monte Fenera. La visione del Monte Rosa da quel belvedere mi ha stregato e l’indomani ero già alla Capanna Margherita. Allora non esistevano il verbo scalare e la parola arrampicata, esisteva solo l’andare in montagna.

Ma sul Monte Fenera ti eri recato a scalare o per qualche trekking?

Mi aveva invitato un amico semplicemente per fare una passeggiata non esisteva ancora la falesia di Ara. Probabilmente constatando che sopportavo bene la fatica mi ha proposto per il giorno successivo l’ascesa sul Rosa.

Cosa ricordi con piacere di quei tempi?

Per noi occidentali il “nuovo mattino” è stato il seme che ha cambiato il concetto di scalata. Siamo diventati “laici” ed è iniziata la separazione dalla “lotta con l’alpe”. Dalla conquista della vetta siamo passati a valorizzare il percorso, al vivere il momento in parete. Il punto d’arrivo poteva essere non solo una cima innevata, ma anche un bosco di larici o una distesa erbosa.

E l’arrampicata come si viveva in quegli anni?

Fino al 1979 ho scalato con gli scarponi rigidi, quindi già arrivare al 5+ era una performance non da poco, che comportava un allenamento infrasettimanale su rocce di bassa valle (Groana, Romanasca, ecc..). Dal 1979/80 è iniziato il vero cambiamento, con l’uso delle pedule lisce e l’incontro con Giancarlo Grassi e Gianni Comino al vecchio Rifugio Torino, per l’insegnamento della tecnica Piolet-Traction sulle cascate di ghiaccio. Una settimana dopo essere tornati dal rifugio eravamo già in possesso degli attrezzi consigliati dai due “visionari” e scalavamo cascate in Val Susa e in Val Sesia. Quali maestri migliori potevamo desiderare?

Un ricordo piacevole di quei tempi?
I ricordi piacevoli sono moltissimi. Indimenticabile, dopo una notte di tensione l’uscita dalla Via dei Francesi, sulla Est del Rosa alle prime luci dell’alba, con un clamoroso tuffo nella neve.

E un ricordo “spiacevole” di quei tempi, se c’è e se vuoi raccontarcelo…
Qualche caduta in crepacci, per fortuna sempre assicurato! Il ricordo più terrificante è la frana di sassi grandi come tavoli da bar sulla Parete Est della Giordani, Via degli Alpini.

Hai aperture di vie in montagna da segnalare?

Ho aperto nell’inverno 1976 una via sulla Parete Ovest della Piramide Vincent, nel Luglio 1977 il “Pilastro Rosso” della Punta Grober e nel Giugno 1982 la “Goulotte Fantasma”sulla Parete Est della Punta Vittoria.
Inoltre, allo scopo di allenarmi in maniera intensiva, ho chiodato alla fine degli anni settanta, una manciata di vie alla Pietra Romanasca, tra le colline di Gattinara…

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11
nov
2011

AVpeople in vacanza al sud, per una due giorni di "Basilicata Blocfest" tra un boulder e un piatto tipico lucano.

Ci sono quei binomi di cose che, non si sa come, ti attraggono istintivamente e, inspiegabilmente, ti guidano in una precisa direzione. Senti parlare di Campomaggiore e della "Pietra del Toro" e subito scatta qualcosa. E così, per il secondo anno consecutivo, si parte alla volta di Potenza, capoluogo della tranquilla Basilicata…

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7
nov
2011

Novità dall'alta valle: una piccola falesia ancora in via d'espansione.

Poco importa se non è una novità dell'ultima ora, nulla di male se l'autunno è iniziato e il periodo per frequentarla non è il migliore: la falesia ci è piaciuta e siccome ha riscontrato pareri favorevoli tra molti climbers valsesiani e forestieri, ci sembra doveroso darle il giusto riconoscimento. Come ci ha comunicato Alberto Zucchetti, che dal 2009 insieme ad Alberto Zanada ha ripulito ed attrezzato la parete, la chiodatura non è ancora terminata, nuove vie si affiancheranno alle venti già esistenti e il termine ultimo dei lavori è previsto per l'estate 2012…

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1
giu
2011

Deliranti riflessioni a un mese dal rientro in Italia dopo il viaggio-vacanza nella ormai famosa isola greca. .

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30
mar
2011

La gara più amatoriale d'Italia, nella palestra "Arrampicando" di Novara, torna nella sua edizione primaverile. Prima dei dettagli un pò di storia...

Correva l'anno 2001 (più o meno) quando nacque il Trofeo Arrampicando. Nella "piccola" palestra a Novara si sono sempre organizzati giochi e garette per gli adulti: da quelle di circuiti e di difficoltà, a quelle di boulder. All'inizio del ventunesimo secolo, dopo la partecipazione di alcuni atleti al primo "Blocco Mentale" al BSide di Torino, qualcosa cambiò: un rinnovamento nella formula di gara fece il suo dirompente ingresso nel mondo Arrampicando!!…

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28
set
2010

Pippottoccì colpisce ancora e chiude, una dopo l'altra, le vie più dure del nord Italia.

Che dire... non ci sono parole per descrivere il risultato ottenuto anche questa volta da Giuseppe “Pippo” Nolasco ma ci proviamo ugualmente.

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20
mag
2010

Alla scoperta del piccolo "Giardino delle Pietre Grosse", dei suoi sassi, dei suoi passaggi e della sua tranquillità, ideale per trascorrere una piacevole giornata di bouldering.

Tutto iniziò nel ferragosto 2004... quel giorno l’idea di andare a scalare fu subito accantonata a favore di una sana grigliata in famiglia: “parentado” al gran completo, abbuffata assicurata!…

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1
mar
2010

Avevamo conosciuto Pippo già tempo fa, in un'intervista doppia con Marco Zuccoli: da allora cosa è cambiato? Sostanzialmente il suo livello di allenamento si è alzato e il suo rendimento, sia in falesia (soprattutto) che in gara, ha subito un notevole miglioramento. .

Pippo, all'anagrafe Giuseppe Nolasco, classe 1984, 26 anni "moltiplicati" per "unoesessantatrè" metri di altezza, arrampica dal 2002 e di professione fa l'idraulico. Ogni ritaglio di tempo è dedicato all'arrampicata, agli allenamenti e alle realizzazioni. E infatti le ultime due rotpunkt sono di tutto rispetto, trattandosi di ben due 8c a Sarre e al Cubo, in Valle d'Aosta…

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8
gen
2010

Il paradiso è dietro l'angolo, alla portata di tutti. Ecco il racconto di Edo e Cri...

Giusto il tempo di berci qualche "bicchio" di vinello con questo personaggio stravagante che ci fa subito capire la disponibilità di questo popolo e dopo pochi minuti di auto siamo già arrivati nella Cala sotto casa. Cala Fuili: un piccolo canyon che sbuca sul mare dove possiamo collaudare un ottimo calcare e farci un fresco bagnetto di fine anno…

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13
dic
2009

Da sabato 31 ottobre a Varallo Sesia, in Piazza S. Carlo c'è un nuovo punto di riferimento per gli arrampicatori. .

Si chiama "Camp Four" e prende il nome dal famoso e storico campeggio Yosemitico. La scelta di questo importante nome per il negozio, deriva dagli obiettivi che si sono prefissati i proprietari, ovvero di rendere "Camp Four" non solo un punto vendita commerciale di qualità ma anche di trasformarlo in un ritrovo per gli arrampicatori locali e di passaggio. Un luogo in cui si possano trovare informazioni sulle falesie e sulle chiodature recenti in Valsesia, o semplicemente un locale per un tranquillo scambio di idee, di impressioni e di riflessioni…

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